Isolamento sismico

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1. Introduzione

Dagli anni ’80-’90 l’attenzione di molti ricercatori e dell’industria si è concentrata sulla messa a punto di tecnologie costruttive e soluzioni innovative per la riduzione degli effetti dei terremoti.

Il primo obiettivo della ricerca nel campo dell’isolamento è quello di superare le limitazioni delle costruzioni “a base fissa”, ovvero il fatto che, a fronte del non crollo per effetto di terremoti di forte intensità, si debba comunque accettare un danno anche considerevole e, dunque, l’inutilizzabilità dell’edificio.

L’altro obiettivo è quello di rendere più semplici ed efficaci, nonché più economici, gli interventi di miglioramento ed adeguamento sismico delle strutture esistenti.

Le moderne tecnologie antisismiche sviluppate negli ultimi anni e già oggetto di numerose applicazioni a tutte le tipologie di costruzioni. Vari paesi, tra i quali l’Italia, hanno sostanzialmente messo in atto due strategie: l’isolamento sismico (Fig. 1.1a) e la dissipazione d’energia (Fig. 1.1b). La progettazione con queste due tecniche mira alla drastica riduzione delle forze sismiche agenti sulla struttura, piuttosto che affidarsi alla sua resistenza come avviene utilizzando l’approccio convenzionale.

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(a)

(b)

Fig. 1.1

(a) Effetti delle componenti orizzontali del sisma in presenza (pedice “i”) ed in assenza (pedice “c”) d’isolamento sismico (A = accelerazione assoluta, F = forze d’inerzia, D = postamento d’interpiano, S = stato tensionale alla base).
(b) Paragone fra il comportamento sismico di un edificio convenzionale (pedice “c”) e quello di uno dotato di dissipatori (pedice “e”) (A = accelerazione assoluta; F = forze d’inerzia; D = spostamenti d’interpiano; S = stato tensionale alla base).
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